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Addio a Marina Malfatti

Giu 9, 2016 - News

Da tempo ricoverata all’ospedale romano Sant’Andrea, all’età di 83 anni si è spenta mercoledì a Roma l’amata attrice fiorentina Marina Malfatti.

Scoperta da Arnoldo Foà che la scelse per il ruolo che, in Due sull’altalena, era già stato di Lea Massari, Marina Malfatti inizia così la sua carriera che continua con grandi successi.

Nel corso degli anni 60 e 70, fu protagonista di molti sceneggiati televisivi e film che la consacrarono al grande pubblico, ma dagli anni 80 si dedicò quasi esclusivamente al teatro interpretando personaggi classici e moderni; Nel 1990 l’incontro fortunato con Luigi Squarzina le permise di recitare in opere di Pirandello, Shaw, Cocteau, Goldoni.

Una volta rimasta vedova decise di ritirarsi dalle scene e dalla vita pubblica , sicura di aver donato molto della sua anima al suo pubblico attraverso i molteplici personaggi a cui ha dato vita.

 
 
 
A lungo, negli anni Sessanta e Settanta,  era  stata considerata una delle più belle attrici dello spettacolo italiano: alta, bionda, un portamento aristocratico, gambe lunghe bellissime, un fascino nordico anche per lo sguardo un po’ duro, freddo.  Marina Malfatti, la marchesina Marina del Malombra di Fogazzaro, uno dei grandi successi della stagione  TV nel 74′ , interprete di film come Una bella grinta di Montaldo, è morta  a Roma. Aveva 83 anni, si era ormai da molto tempo ritirata dalle scene e dalla vita pubblica, specie da quando era rimasta vedova dall’ambasciatore Umberto La Rocca, ma negli anni Settanta e Ottanta  era stata una delle protagoniste più popolari  dello spettacolo italiano, specie della TV degli sceneggiati e del teatro” borghese” dove aveva  iniziato, con Arnoldo Foa che l’aveva scoperta giovanissima.
In palcoscenico  è stata per anni l’interprete applaudita e molto seguita dal pubblico, idi quel buon teatro delle compagnie ( per un periodo ci fu anche quella a suo nome) che ha contribuito a creare una cultura teatrale nazionale: messe in scena tradizionali, ben confezionate, ma senza troppe invenzioni a cui però lei da protagonista dava un tocco personale, per quel, tono distaccato, talvolta snob di certi suoi e personaggi. È’ stata interprete di classici come Elettra, ma anche di commedie come CAndida  di George Bernard Shaw; nel suo repertorio PIrandello, Goldoni (la sua Mirandolina  né La Locandiera ha lasciato una impronta nell’interpretazione del personaggio) Cocteau e autori contemporanei come Giuseppe Manfridi di cui interpreto Corpo d’altri e Moravia che scrisse proprio per lei La cintura.
In quegli anni a cavallo tra ’70 e ’80 Marina Malfatti è stata una prima donna del teatro, al pari di Valeria Morriconi, di Anna Proclemer, più bella di loro ma senza tuttavia raggiungere la loro bravura, anche se i suoi lavori più importanti nacquero nel sodalizio con un grande regista come Luigi Squarzina che seppe valorizzarla specie nei ruoli drammatici.
E se il teatro era la sua passione e la sua vera arte, furono la televisione e il cinema a  renderla uno dei volti popolari dello  spettacolo italiano.  Grazie alla sua bellezza il cinema la scopre giovanissima già nel ’59 con Le cameriere di Anton Giulio Bragaglia, da  lì sono seguiti molti i film girati negli anni Settanta, dal filone horror-demoniaco (La notte che Evelyn uscì dalla tomba, Tutti i colori del buio, La dama rossa uccide sette volte, La notte dell’ultimo giorno, Il prato macchiato di rosso), a qualche pellicola più osé come Decameron3  nel ’72: mai opere nè di troppo successo nè prestigio . Come invece fu  in televisione. Bravissima nel Maigret di Gino Cervi, (era il 1966), che fu il suo esordio sul piccolo schermo e che  ancora oggi passa in televisione  cui seguì l’interpretazione nello sceneggiato Sherlock Holmes – l’Ultimo dei Baskerville accanto a Nando Gazzolo, ma soprattutto  Malombra, che le diede una grande popolarità. INtensa, emozionante,   fu  nell’81 Anna Kuliscioff e Teresa Raquin  nell85. L’ultima sua volta  TV fu nella mini serie A rischio d’amore nel 96. LA si rivide sporadicamente a teatro  , insieme con Simona Marchini  e la regia di Maurizio Nichetti in Sorelle Materassi nel2005, in Gallina vecchia  con Piero Maccarinelli nel 2007 e Va’ dove ti porta il cuore con la regia di Emanuela Giordano nel 2008′ la sua ultima vera, sentita interpretazione.
, indimenticabile in gioventù (era il 1974) nel ruolo della marchesina Marina per Malombra, celeberrimo sceneggiato in bianco e nero di Diego Fabbri dal romanzo di Fogazzaro. Vedova dell’ambasciatore Umberto La Rocca, dal quale non aveva avuto figli, la Malfatti era ricoverata nell’ospedale Sant’Andrea. Nata a Firenze nel 1933 (anche se tutte le sue biografie ufficiali riportano il 1940), dopo una formazione in Francia e una borsa di studio al Centro Sperimentale di Cinematografia, era stata ‘scopertà in Italia da Arnoldo Foà. Nella sua lunga carriera tanti ruoli, sia brillanti sia drammatici, e una decisa predilezione per i classici. Sempre centrale il teatro, anche se questo non le ha impedito ruoli televisivi, nel Maigret di Gino Cervi, per esempio (era il 1966), e poi in Malombra, che le diede una grande popolarità.
Bionda, di una bellezza classica e un po’ austera, è stata protagonista negli anni Settanta al cinema di un filone horror-demoniaco (La notte che Evelyn uscì dalla tomba, Tutti i colori del buio, La dama rossa uccide sette volte, La notte dell’ultimo giorno, Il prato macchiato di rosso). A partire dagli anni Ottanta c’è stato soprattutto il teatro, con tanti classici, ma non solo. Per lei Alberto Moravia scrisse La Cintura (era il 1986), con la storia di un’attrice, Vittoria, raccontata attraverso le vicende di una giornata scandita da incontri, alcuni futili, altri fondamentali: con il padre, la madre, il marito, la cameriera, l’amante, in una sorta di girotondo che oscilla tra realtà e immaginazione e che finisce per tratteggiare un quadro feroce della famiglia borghese. Dal ’90 il sodalizio artistico con Luigi Squarzina, con il quale mise in scena opere di Pirandello, Shaw, Goldoni, Cocteau. Negli anni Duemila ha portato sulle scene, insieme con Simona Marchini (la regia era di Maurizio Nichetti) un applauditissimo Sorelle Materassi e poi Va dove ti porta il cuore, dal romanzo di Susanna Tamaro.